I Cavallini della Giara, di dimensioni ridotte rispetto a quelle dei
cavalli tradizionali e con i caratteristici occhi a mandorla, vivono
allo stato brado sull'altopiano da tempo immemorabile.
Probabilmente il loro arrivo in Sardegna risale ad epoca preromana
ad opera dei Cartaginesi.
Esemplari di una razza unica al mondo hanno trovato nella Giara, grazie
all'isolamento naturale, le condizioni ideali per conservare la loro
particolare tipologia.
Si possono avvistare in prossimità dei Paulis, dove si recano
alla ricerca di cibo ed acqua, e delle sorgenti che offrono fresche
e verdi radure.
L'altezza media è di 1,20 metri al garrese, la criniera e la
coda sono folte e lunghe ed il mantello è scuro.
Attualmente vivono sull'altopiano circa 600 esemplari.
Per la tutela della razza, dal 1996, la XXV Comunità Montana
ha acquisito parte dei cavallini che fino ad allora erano tutti di
proprietà privata.
Fino a pochi anni orsono, in estate, un notevole numero di cavallini,
o "cuaddeddus" in lingua sarda locale, venivano sospinti
verso le pianure per la trebbiatura del grano e di altri cereali attraverso
dei passaggi naturali detti "Scalas" (scale). Alla fine
di agosto si effettuava il rito antico della marchiatura: gli "insocadores"
prendevano al laccio i nuovi nati per imprimere a fuoco sul mantello
il marchio del Comune di appartenenza, la "G" come Giara,
al fine di garantirne la purezza, ed il marchio del proprietario privato.
A settembre i cavallini venivano riportati sull'altopiano e tornavano
allo stato brado.